Oratori a 360°: un progetto regionale

 
Accanto a ‘Oratori in rete’, di cui già si è parlato in queste pagine, è in corso di svolgimento un secondo progetto centrato sulla realtà degli oratori, ma questa volta di livello regionale, di cui la Diocesi di Modena si trova ad essere capofila grazie al mandato assegnato dalla Delegazione regionale di Pastorale giovanile al Presidente dell’Associazione Animatamente, Eros Benassi.
Proprio dall’esperienza di questa Associazione, che già da una decina di anni offre un servizio di accompagnamento e sostegno alle parrocchie della Diocesi che decidono di impegnarsi in modo particolare nella difficile arte dell’educare (di cui lo stesso Vescovo ci parla nella sua prima lettera pastorale) è nata l’idea di guardare al mondo degli Oratori come a ‘comunità a 360 gradi‘, da cui il titolo del progetto.
Ma che cos’è l’Oratorio a 360°? In estrema sintesi si potrebbe dire che è quell’Oratorio che si apre al mondo esterno alla parrocchia e che prova ad andare anche oltre la catechesi, concependosi un po’ come ‘un ponte fra la Chiesa e la strada’ secondo la famosa espressione di Giovanni Paolo II.
Ora, se il progetto presentato in regione prevedeva la sperimentazione di alcuni interventi di ‘educativa di strada’ progettati e realizzati dagli Oratori interessati, la riflessione avviata con gli Incaricati di Pastorale giovanile su proposta di Diathesis (l’agenzia di consulenza e formazione che a suo tempo, assieme a don Ivo Seghedoni, ha contribuito alla nascita di Animatamente, ed alla quale ora è stato chiesto di curare l’accompagnamento di questo progetto regionale) ci ha fatto comprendere che esso poteva essere un’interessante occasione per compiere un ulteriore passo in avanti.
Non appena gli Incaricati hanno accettato di avviare questa riflessione comune, infatti, ha cominciato ad emergere un mondo di una ricchezza straordinaria, delle cui dimensioni gli stessi protagonisti (in gran parte volontari, che ‘ con impegno e dedizione ‘ prestano un servizio a volte poco riconosciuto anche nella nostra Diocesi) faticano a rendersi conto. Tanto è vero che generalmente l’Emilia Romagna non è nominata fra le regioni in cui il mondo degli Oratori è particolarmente presente o consolidato.
Nel corso di questa riflessione ci siamo poi resi conto di come un ostacolo al riconoscimento della ricchezza che la realtà degli Oratori rappresenta potrebbe essere rappresentato da una sorta di dicotomia che emerge ogniqualvolta si tenti di ‘definire’ che cos’è un Oratorio. Generalmente infatti ci si divide fra:
– chi pensa che l’Oratorio sia uno spazio riservato a chi ha già compiuto una convinta scelta di fede, dove si mettono a punto ‘proposte forti’ per chi è disposto a ‘raccogliere la sfida della fede’ o comunque innanzi tutto come luogo di evangelizzazione ai giovani, dove si entra solo se si è disposti a compiere una convinta adesione alla fede cristiana;
– e l’Oratorio come luogo aperto a tutti, nell’ambito del quale alcuni appartenenti alla comunità cristiana possono mettersi al servizio anche dei più ‘poveri’ fra i giovani, ossia coloro che mostrano segni di disagio e di emarginazione particolari o anche ‘semplici’ difficoltà scolastiche.
Se dunque questa dicotomia è stata individuata come uno dei temi principali attorno ai quali gli Incaricati di Pastorale giovanile si sono impegnati a proseguire la propria riflessione, un secondo ambito di lavoro che si è delineato è quello di arrivare a ‘misurare’ le reali dimensioni dell’impegno educativo degli Oratori nella nostra regione. Per poterlo rendere maggiormente visibile alle stesse comunità cristiane (parrocchie e diocesi) che se ne fanno promotrici, ma anche più in generale a quella società civile che spesso esprime ‘nostalgia’ per l’Oratorio e magari non sa riconoscerne la presenza, (sia pure sotto forme nuove, ma sempre viva e ricca), nella ‘parrocchia accanto’.