Leone XIV ha approvato il decreto che riconosce le virtù eroiche di colui che fu sindaco di Prignano sulla Secchia nel secondo dopoguerra

Castagnetti, venerabile Servo di Dio

Papa Leone XIV ha autorizzato il Decreto che riconosce le virtù eroiche di Giuseppe Castagnetti (1909-1965), padre di famiglia, terziario francescano e sindaco di Prignano sulla Secchia negli anni del secondo dopoguerra. La notizia sulla venerabilità del Servo di Dio, Castagnetti, è arrivata lunedì 23 marzo, dopo l’incontro del Santo Padre con il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei santi.

Castagnetti è nato a Montebaranzone, in una famiglia numerosa, da genitori casari, e ha cominciato a lavorare molto presto, assumendo la conduzione del caseificio di Sterpatelli nel 1928, dopo la morte del fratello Adolfo. Sposò Giovannina Seghedoni, con cui ebbe dodici figli, di cui due morti in tenera età. Si fece carico delle fragilità psicologiche della moglie, che amò e rispettò tutta la vita, e dell’educazione cristiana dei figli.

Nel dopoguerra gli venne affidato l’incarico di sindaco di Prignano sulla Secchia, dopo la rinuncia del professor Igino Macchioni, per il suo «buon senso, onestà, sensibilità, capacità intellettiva». Si occupò in prima persona delle necessità del territorio, anche attraverso l’erogazione di beni di prima necessità e la ricostruzione di strade comunali e servizi essenziali. «Lo trasformò», si legge negli scritti dell’epoca, «tanto da essere additato a esempio da tutti gli altri Comuni». Venne riconfermato sindaco alle elezioni del 1946, del 1951 e 1956.

Castagnetti – membro della Dc e dell’Azione cattolica – si dimise dal suo incarico poco prima della fine dell’ultimo mandato per «sopravvenuti impegni personali e di lavoro» e rimase consigliere comunale di un gruppo di minoranza. Affrontò numerose privazioni dopo le sue dimissioni, poiché in passato aveva pagato di tasca propria alcune opere pubbliche, senza chiederne il rimborso, al fine di non gravare sulle casse dell’amministrazione locale.

Morì il 22 giugno 1965, probabilmente per un’emorragia interna allo stomaco o un infarto cardiaco. I suoi resti mortali sono sepolti nel cimitero del suo paese natale, Montebaranzone, insieme alla moglie Giovanna.