La crisi dei presbiteri, specchio della crisi del mondo
La meditazione pronunciata dall’arcivescovo Erio Castellucci nella chiesa di Sant’Agostino
L’arcivescovo Erio Castellucci ha dedicato la meditazione crismale alla “crisi dei presbiteri”, un “terreno delicato”, in quanto questi ultimi – più dei diaconi e dei vescovi – sono esposti a “situazioni che causano stanchezza e demotivazione”. Al centro della riflessione vi è il tema degli abbandoni, là dove il “disagio si esprime in modo normalmente meno clamoroso” che negli anni Settanta, ma “non meno insidioso”. Tra la cause più ricorrenti vi sono “la sproporzione tra le energie spese e i risultati ottenuti nel ministero” e “il sovraccarico delle strutture”, cioè “il peso elle “cose da fare” non tutte legate all’annuncio del Vangelo”. Citando diverse pubblicazioni – tra cui “Il gregge smarrito” 2021 e “La Messa è sbiadita” (2024) – l’arcivescovo spiega che la crisi dei presbiteri si inserisce nella “crisi generale della Chiesa, che a sua volta respira le crisi del mondo”. “ Che la Chiesa sia in crisi, in tutto l’Occidente e anche nel nostro Paese, è opinione condivisa e supportata dalle statistiche, oltre che dall’osservazione diretta. I libri dei sociologi italiani degli ultimi anni lo suggeriscono già solo dal titolo”. La Chiesa “non è però isolata” là dove “il mondo sta vivendo crisi epocali”, che pure “viviamo nelle nostre comunità”. L’arcivescovo sottolinea che la Chiesa è chiamata a “vivere le crisi del mondo, altrimenti c’è qualcosa che non va”. E aggiunge: “Gesù non ha radunato la comunità dei discepoli dentro a luoghi protetti, ma nelle strade, nelle rive del lago, nei villaggi e nelle case; e l’ha inviata non per creare delle élites privilegiate, ma per offrire a tutti, in qualsiasi condizione, un messaggio di salvezza”.
