L’assemblea interdiocesana tenutasi dall’arcivescovo Castellucci a Gesù Redentore

«Portiamo il Vangelo nella vita quotidiana»

Monsignor Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, ha presieduto l’assemblea interdiocesana tenutasi oggi, alle 9.30, nella chiesa parrocchiale di Gesù Redentore. L’appuntamento – dal titolo “Mi ha detto tutto quello che ho fatto” (Gv 4, 29-39) – ha ripreso il tema dell’Iniziazione cristiana, già affrontato a metà giugno, sempre a Gesù Redentore.

«La formazione cristiana è quando il Vangelo incontra la vita – ha commentato monsignor Castellucci, citando l’incontro tra Gesù e la samaritana –. La donna non è rimasta colpita tanto dalla richiesta di acqua da parte del Signore o dallo scambio di battute sul luogo in cui adorare Dio, quanto dal fatto che lui è entrato nella sua vita e l’ha svelata; l’ha fatto senza metterla sul banco degli imputati, senza condannarla, come invece avevano l’abitudine di fare tutti gli altri». Per l’arcivescovo, l’impegno pastorale dev’essere incentrato «sulla relazione più che sulle strutture». Con la «fine della cristianità» – ha osservato monsignor Castellucci – la Chiesa ha l’opportunità di «adottare gradualmente una catechesi integrale, dove l’annuncio dottrinale sia immerso in proposte esperienziali» ispirate alle prime comunità cristiane che «erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare del pane e nelle preghiere» (At 2,42).

A tale riguardo, è stato distribuito ai presenti il sussidio “Il dono dell’acqua e del pane”, che corrisponde alla Lettera pastorale 2019-2020 “Se tu conoscessi il dono di Dio”. Il sussidio – spiega Castellucci – parla dell’Iniziazione cristiana, che ora si allarga a più fasce d’età, rilanciando anche la pratica del “Vangelo nelle case”. È anche disponibile, sul portale www.passidivita.net, un sussidio a sostegno dei «percorsi di formazione integrale nelle comunità» che – anticipa l’arcivescovo – sarà presentato «in ciascuno dei cinque vicariati (Mirandola-Finale, Pedemontana, Montagna, Modena-Nonantola e Carpi, ndr)». Nell’occasione, i vicari hanno condiviso le prime attività svolte nei suddetti territori. Inoltre, sono state illustrate sette esperienze pastorali nel territorio, che vanno dal Vangelo nelle case al servizio verso chi soffre.

Interpellato dalla stampa locale, l’arcivescovo ha parlato del cammino di unificazione delle Chiese di Modena-Nonantola e di Carpi. «Abbiamo realizzato due terzi dell’unificazione – osserva Castellucci –. Sono stati unificati organismi pastorali sotto forma di servizi e il territorio è stato organizzato in cinque vicariati. L’ultimo passaggio, cioè l’unificazione giuridica, è nelle mani della Santa Sede».

Il commento al Vangelo è stato guidato da don Giacomo Violi, direttore del Servizio di apostolato biblico e di formazione teologica. «Gesù non aspetta la samaritana – commenta –, ma la incontra al pozzo, disarmato da pregiudizi morali, sociali e religiosi». «Il Signore è disarmato, incontrabile e umile – aggiunge –. Le nostre fragilità possono diventare il luogo in cui Dio ci raggiunge».

È intervenuto anche monsignor Maurizio Trevisan, vicario per l’Area pastorale interdiocesana, sottolineando l’importanza di «un’esperienza di formazione a 360 gradi, che abbracci tutte le dimensioni dell’uomo». Si tratta – ha proseguito, citando l’arcivescovo – di passare da una proposta «prevalentemente cognitiva» a una «formazione integrale», che tenga di elementi come la fraternità e la frazione del pane. L’intervento di monsignor Trevisan si è concluso con l’annuncio di alcuni appuntamenti, tra cui la preghiera interdiocesana per la pace, che si terrà il 4 ottobre, solennità di san Francesco d’Assisi, a Carpi, nella chiesa di San Nicolò.