L’accoglienza si fa nelle comunità

Negli ultimi anni, la Chiesa di Modena, attraverso alcune sue comunità parrocchiali della città, associazioni nate all’interno della Diocesi e tante persone di buona volontà sta provando a rispondere all’appello di accoglienza , che emerge con ancora maggiore forza nei mesi invernali, da parte di molti senza dimora, che silenziosamente abitano il nostro territorio.
 
Grazie ad un protocollo d’intesa con il Comune di Modena, i servizi sociali, il centro stranieri, il Centro d’ascolto della Caritas diocesana, e il Centro di Accoglienza di Porta Aperta, coordinano un tavolo sul tema di quella che per anni, forse poco opportunamente è stata chiamata, emergenza freddo.
 
E’ motivo di soddisfazione rilevare che al progetto è stato chiamato diversamente, accogliendo una proposta della Caritas diocesana, ri-definendolo “Accoglienza Invernale Comunitaria”.
Questo per marcare con forza, che pur collaborando con le istituzioni civili, e svolgendo un servizio a tutta la città, la Caritas attribuisce a questa azione una natura eminentemente pastorale.
 
Per la Caritas, che nel suo luogo pastorale principe, il Centro d’ascolto, si tratta di una preziosa occasione di costruire insieme a tante comunità parrocchiali e tanti cristiani un lessico della carità che legga i segni dei tempi.
Parlare di accoglienza come parlare di fraternità consente di interrogarci sulla nostra identità e sul senso di certe nostre azioni. Non si tratta di attivismo o di semplice filantropia, ma di aderire alla Parola di Dio. Sull’accoglienza si trovano precise parole in molti passi dell’Antico Testamento, e Pietro, nella sua prima lettera, più volte introduce il concetto di amore fraterno. E quell’amore invocato da Pietro, credo che oggi torna ad interpellarci. La fraternità che a parole può sembrare una condizione naturale è un compito che si situa davanti a noi. Questa fraternità va costruita insieme ad altri, nella quotidianità e per questo vorremmo che non fosse vicenda che riguarda solo le parrocchie che aderiscono offrendo un posto letto, o che interpellasse solo chi concretamente dormirà vicino a queste persone che accogliamo nei locali parrocchiali.
 
La Caritas crede fermamente che questa azione raggiungerà il suo obiettivo quando l’azione delle tante parrocchie e del Centro di accoglienza Porta Aperta consentirà di animare le nostre comunità rimettendo al centro dei nostri percorsi gli ultimi.
A partire dalle prossime settimane fino al termine del mese di Marzo alcune comunità parrocchiali della città hanno rinnovato la loro disponibilità ad offrire non solo un posto letto ad alcuni senza dimora ma anche momenti di socializzazione e condivisione. Per le persone accolte ci sarà l’idea di avere l’opportunità non solo di avere un luogo caldo dove trascorrere la notte, ma fare l’esperienza di una comunità a loro attenta, che in modo discreto, prova a far riassaporare la bellezza di essere meno soli.
Vi saranno momenti di confronto tra i volontari e il coordinamento affidato al Centro d’ascolto Diocesano e non mancherà un supporto logistico ed organizzativo anche grazie alla collaborazione preziosa del Centro di accoglienza Porta Aperta che non mancherà di supportare anche per I pasti le parrocchie nel lavoro di accoglienza.
Accogliere tutti insieme secondo le disponibilità e allenarci reciprocamente ad educare lo sguardo e gioire “della foresta che cresce” anche d’inverno!