L’8xmille, nato con la legge 222/1985 in seguito all’Accordo tra Santa Sede e Stato Italiano, permette di destinare una quota del gettito Irpef alla Chiesa Cattolica per scopi sociali, di culto e per la tutela del patrimonio culturale. Dal 1990, il fondo ha finanziato in Italia oltre 17.300 progetti per 3,7 miliardi di euro. L’arcidiocesi di Modena-Nonantola ha ricevuto in 35 anni circa 21 milioni di euro, realizzando 117 interventi: 101 restauri e 16 nuove costruzioni, oltre a 46 sistemi di sicurezza, 15 restauri di organi storici e il potenziamento di musei e archivi. Con un budget annuo di circa 700mila euro, l’arcidiocesi gestisce attualmente 13 cantieri, coprendo fino al 70% delle spese. Le priorità del 2025 si concentrano sull’Appennino: a Monzone si interviene per salvare il soffitto dipinto dalle infiltrazioni; a Palagano si revisionano la cupola in rame e i finestroni; a Sestola si restaura il tetto degradato inserendo una nuova bussola in vetro. A Vitriola si completa il consolidamento strutturale con catene metalliche e il recupero delle facciate in pietra, mentre a Monteombraro l’intervento è decisivo per riaprire dopo quattro anni la chiesa parrocchiale, chiusa per gravi lesioni statiche a pareti e volte. Questi fondi garantiscono la conservazione di edifici di alto valore artistico e la sicurezza dei fedeli, sostenendo la vita sociale e spirituale delle comunità locali, dalla pianura alla montagna. L’articolo completo, con tabella illustrativa, pubblicato sul Settimanale diocesano “Nostro Tempo”, dorso di Avvenire, è disponibile a questo link.

La tabella con i progetti in corso, finanziati dai fondi 8xmille della Cei
