La mostra promossa dal Museo benedettino e diocesano d’arte sacra in collaborazione con gli allievi dell’Istituto “Adolfo Venturi” di Modena. Quaranta opere esposte, tra cui la tavola del Cinquecento con le Stigmate del santo d’Assisi, restaurata grazie ai fondi 8xmille della Conferenza episcopale italiana

«Laudate» – L’arte racconta san Francesco

A Ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, il Museo benedettino e diocesano di Nonantola organizza la mostra Laudate per ricordare la figura del santo e il suo Cantico delle creature con i colori e le forme di una quarantina di opere d’arte tra XV e XX secolo provenienti dalle chiese dell’arcidiocesi. Attraverso il patrimonio diocesano vengono raccontati alcuni episodi significativi della vita del santo, ma anche la devozione popolare che nel corso dei secoli si è rivolta, per il tramite dell’arte, al “poverello di Assisi”.

La mostra, ideata e curata da Simona Roversi e don Federico Manicardi dell’Ufficio diocesano beni culturali, inaugurerà domenica 27 settembre alle ore 16 alla presenza dell’Arcivescovo Erio Castellucci. Resa possibile grazie al sostegno di Fondazione di Modena, l’esposizione sarà visitabile fino al 28 febbraio 2027 ed è accompagnata da un catalogo disponibile presso il bookshop del museo.

Tra le circa 40 opere esposte, le più preziose e interessanti sono la tavola del Cinquecento con le Stigmate di san Francesco, appartenente alla parrocchia di Finale Emilia e restaurata dal museo diocesano grazie ai fondi 8xmille alla Chiesa Cattolica, la tela seicentesca attribuita a Olivier Dauphin proveniente dal Santuario della Beata Vergine del Castello di Fiorano e la croce astile quattrocentesca della Parrocchia di Sant’Andrea Pelago. Esemplari curiosi e particolari sono le croci da tavolo intarsiate in madreperla realizzate in Terra Santa, un “ritratto” di san Francesco in cera, reliquiari di santi francescani e una pala dal soggetto unico in diocesi: la Devozione al cordone di san Francesco, della Parrocchia di Sestola.

“Laudate”, il titolo della mostra, invita innanzitutto a mettere in dialogo i tanti “grazie” pronunciati nel Cantico delle Creature e nell’arte dei secoli passati con i “grazie” che ancora oggi è possibile pronunciare. Ecco spiegata la scelta di esporre, accanto ad antichi dipinti e preziosi oggetti liturgici legati al culto per san Francesco, alcune sculture realizzate dagli allievi della 4°B dell’I.I.S. “Adolfo Venturi” di Modena, frutto della riflessione personale su aspetti delle loro vite che li portano a dire “grazie”.

Le opere esposte rivelano come Francesco è diventato un “alter Christus”, un altro Cristo, avendo la tradizione riconosciuto in lui come in nessun altro i tratti di Gesù. Rappresentato in innumerevoli opere d’arte, grandi dipinti e sculture, ma anche in particolari quasi invisibili come nei calici, Francesco è molto più presente tra noi di quanto normalmente si pensi.

L’esposizione si apre con i “grazie” di antichi ex voto intrecciati ai moderni “grazie” degli studenti del “Venturi” e al Cantico delle creature, la poetica preghiera con cui Francesco ci ricorda che anche ciò che potrebbe far paura diventa motivo di ringraziamento. Le opere della sezione successiva mostrano alcuni episodi della vita del santo, vissuta in piena imitazione di Cristo fino al momento di massima conformità, le stigmate sul monte della Verna. L’ultimo gruppo di opere si sofferma su Francesco quale santo intercessore, alleato da invocare affinché i nostri cuori possano lodare e amare Colui che ci ha amati, l’ “Altissimo, onnipotente e buon Signore”.

Per informazioni: 059-549025; museo@abbazianonantola.it; www.abbazianonantola/museo.