Raccolti gli scritti di mons. Lanfranchi

 
 
“Con voi sono cristiano, per voi sono vescovo”. Con queste parole di sant’Agostino mons. Antonio Lanfranchi amava definire la propria vocazione e personalità di pastore di anime, guida e insieme compagno di viaggio della vita di tutti e ciascuno. A meno di un anno dalla sua scomparsa, le riflessioni del vescovo Antonio ritornano raccolte in un volume che consente di ritrovare i suoi insegnamenti e le sue esortazioni. Il testo, corredato da un inserto di immagini che ripercorrono il ministero di mons. Lanfranchi a Modena, è concepito in una duplice funzione: oltre a riunire i suoi scritti, il volume costituisce uno strumento di riflessione utilizzabile come spunto di meditazione. Accanto alle lettere pastorali e ai messaggi alla città, sono infatti proposti molti dei discorsi e delle omelie tenute dal vescovo, suddivise secondo il calendario liturgico. Il volume diventa così non solo una raccolta di valore storico, ma un mezzo con cui tenere vivo un insegnamento che conserva aspetti di attualità e interesse per decifrare il tempo odierno.

 
Ha aperto la giornata il vescovo Erio “Ringrazio tutti i presenti – ha esordito – un saluto grato, ci riunisce il fare memoria del vescovo Antonio e del suo magistero, una memoria che si fa promessa per il presente e per il futuro: ringrazio mons. Monari che lo ha conosciuto bene come pochi altri; ringrazio mons. Morandi che come vicario generale e poi come amministratore gli è succeduto come amministratore in una fase non facile. Condivido un ricordo personale legato al suo magistero: quando era vescovo a Cesena mi cercò per una riflessione sui missionari fidei donum. Andando, mi colpiva il fatto che dedicava la metà del tempo insieme a leggere omelie a cui stava lavorando, io fremevo, ma apprezzavo il desiderio di offrire un magistero pensato, centellinato, frase per frase. Ho ritrovato lo steso stile nel volume, lo stile mai improvvisato di chi pensava sempre lungamente a cosa dire. Conservo questo ricordo come un esempio da imitare e di gratitudine da coltivare verso un uomo, un prete, un vescovo che ha voluto bene alle Chiese che ha servito, un bene non improvvisato ma coltivato col cuore”.
 
Nel suo intervento, mons. Luciano Monari, ha esordito con i complimenti alla Chiesa modenese per il volume “segno di riconoscenza di una diocesi per il suo vescovo per un magistero pensato ed approfondito, strumento di comunione del Presbiterio, uno dei più grandi obiettivi per un vescovo. La comunione si fa attorno ad alcuni giudizi che condividiamo sulla vita, sulla fede, sul ministero. Il richiamo a questo magistero può servire al presbiterio modenese per conoscersi, per trovare un segno di comunione e fraternità.
Parto da una espressione del suo testamento spirituale, le sue radici: famiglia, scuola e parrocchia, legami che ha mantenuto tutta la vita, stretti tra loro in alleanza educativa.
Aveva una intelligenza leale, fatta di studio, di conoscenza tesa alla verità, di stima senza riserve per la ragione umana, manifestata dal suo impegno nello studio. E’ stato una guida spirituale nella vita di molte persone, a Piacenza e anche dopo.

 

Dalla citazione di Isaia che lui amava, ‘Tu sei prezioso ai miei occhi’, leggiamo un pilastro del pensiero di don Antonio, ovvero che Dio crede in te. Prima della nostra fede c’è la fiducia di Dio nei nostri confronti. Voleva trasmettere la percezione di un Dio amico dell’uomo: un Dio che ha il volto  di un uomo, di un bambino, e chi è intorno assume il volto di Dio. Una ricchezza di fondo custodita da don Antonio in tutta la sua esistenza. E accanto a questo la certezza che quello che ci salva è il rapporto concreto con la persona viva di Gesù.